Atlanta United: un roster MLS sempre più latino | MLS Soccer Italia

Atlanta United: un roster MLS sempre più latino

Siamo ormai all’atto conclusivo della MLS 2016, la finalissima sarà il 10 Dicembre (11 Dicembre per noi italiani) al BMO Field di Toronto tra i Toronto FC di Giovinco e i Seattle Sounders di Lodeiro. Allo stesso tempo però le franchigie stanno già pensando a rinforzarsi in vista del 2017, in particolare negli ultimi giorni tra le franchigie più operative ci sono gli Atlanta United, una delle due che esordirà proprio nella prossima stagione.

In Georgiatlanta-united-fc-home-jersey-2017-ha hanno fin da subito avuto le idee chiare, niente nomi altisonanti (Pirlo, Gerrard, Lampard ecc.) meglio giovani talentuosi e possibilmente con origini latine in modo da coinvolgere il più possibile la grande comunità ispanica presente nella città di Atlanta.

I primi nomi resi noti dalla franchigia di Arthur Blank (proprietario anche dei Falcons militanti in NFL) furono:

  • Junior Burgos, centrocampista salvadoregno, classe ’88, ex Toronto FC e Chicago Fire che nell’ultima stagione ha militato nei Tampa Bay Rowdies;
  • Andrew Carleton, centrocampista statunitense, classe 2000, primo Homegrown player della franchigia;
  • Chris Goslin, centrocampista statunitense, classe 2000, anche lui, come Carleton, ha giocato nelle nazionali giovanili a stelle e strisce e anche lui è un Homegrown player;
  • Jeffrey Otoo, attaccante ghanese, classe ’98, ha mosso i primissimi passi in patria nei Charity Stars, nell’ultima stagione faceva parte del roster dei Charleston Bathector-villalba-atlanta-united-171116_1fnw920ls8m7n1pyhl4uep1ou8tery;
  • Alexandros Tabakis, portiere greco, classe ’92, cresciuto nel Panathinaikos ha giocato anche in Olanda con il VVV-Venlo per poi giocare l’ultima stagione, da titolare, nel Charleston Battery;

Dopo di essi, ad Atlanta, sono arrivati dei nomi più noti. In primis quello di Hector Villalba, fantasista argentino cresciuto nel San Lorenzo, è stato ingaggiato come DP ed ora gioca in prestito al Tijuana, in Messico. Questo colpo è stato accompagnato anche da un altro nome molto conosciuto soprattutto in centro-america, quello di Kenwyne Jones, l’attaccante del Trinidad & Tobago (attualmente in prestito al Central FC), vanta 195 presenze in Premier League e 39 reti, un ruolino di tutto rispetto. Il terzo volto noto è quello di Chris McCann, mediano irlandese veterano della Championship (275 presenze) che servirà a dare equilibrio in mezzo al campo.

Questi erano i nomi già  noti ma negli ultimi giorni ad Atlanta si sono scatenati, infatti sono stati ingaggiati, in ordine di tempo, Brandon Vazquez e Miguel Almiron. Il primo è un classe ’98 è sta facendo sfracelli con le giovanili degli Stati Uniti meritandosi così la chiamata dalla MLS. Almiron invece è un centrocampista classe ’94 ed è già titolare nella almiron-to-atlnazionale paraguaiana. Cresciuto nel Cerro Porteno è poi emigrato in Argentina, al Lanus con il quale vince il campionato da protagonista. Il suo nome era stato accostato a vari club europei (Arsenal ed Inter su tutti) in quanto viene considerato un possibile crack, la cifra sborsata è da record, $13.000.000 e, ovviamente, un contratto da DP. L’ennesima conferma da parte degli Atlanta United di voler investire sui giovani sudamericani.

Ulteriori voci vedono Atlanta trattare con Fabian Johnson del Borussia Monchengladbach, nazionale statunitense, con il contratto in scadenza nel 2018. Più che una vera trattativa però sembra esserci stato un timido sondaggio. Più concreta sembra la pista che porta a Sean Johnson, portiere dei Chicago Fire che potrebbe essere uno dei 5 nomi selezionabili all’Expansion Draft del 13sean-johnson Dicembre. C’è stato anche un contatto con Tim Ream del Fulham, centrale difensivo scuola NYRB che non disdegnerebbe un ritorno in patria. Una delle ultime voci invece vede gli Atlanta United vicinissimi ad un triplo colpo. Il Tata Martino infatti vorrebbe portare negli USA tre talenti del Newell’s Old Boys ovvero Milton Valenzuela (classe ’98), Maximiliano Pollachi (classe ’95) e Joaquin Torres (classe ’96).


 

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Lorenzo Viganò
Seguo la MLS perché adoro la mentalità americana negli sport, in particolare, la spettacolarità che gli viene data grazie ai playoff. Reputo la MLS un campionato genuino, senza polemiche e che premia chi merita

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