Ag. Mancosu: "Può diventare capocannoniere a Est. MLS significa equilibrio" | MLS Soccer Italia

Ag. Mancosu: “Può diventare capocannoniere a Est. MLS significa equilibrio”

Quando Didier Drogba ha lasciato i Montreal Impact, si pensava che alla squadra di Mauro Biello mancasse un bomber. Invece lo avevano già in casa: l’Italiano Matteo Mancosu. Nonostante un inizio di stagione non nei migliori dei modi, i nuovi innesti – con Blerim Dzemaili su tutti – stanno dando piu solidità a questa squadra e allo stesso tempo aiutano l’ex Carpi e Bologna ad essere più decisivo davanti alla porta.

Noi di MLSSoccerItalia.com abbiamo avuto l’opportunita di parlare con Valentino Nerbini, agente di Mancosu, non solo della stagione dell’attaccante italiano, ma anche riguardo il mercato della Major League Soccer, su tutte la differenza di funzionamento tra gli Stati Uniti e l’Europa.

“Il discorso è semplice. Negli Stati Uniti esiste il salary cap in tutti gli sport maggiori professionistici, ma ovviamente un conto è quello in NBA o in NFL, ed un altro quello nel soccer, – ha spiegato Nerbini -. In MLS, buona parte dei giocatori non guadagnano più di 150,000 dollari netti salvo bonus e da questo si capisce che il campo per la scelta dei giocatori si restringe. I giocatori di alto livello e che percepiscono altre cifre fanno parte della category Designated Player come Ignacio Piatti nel Montreal Impact. Poi ci sono il mio Matteo Mancosu e altri giocatori che prendono uno stipendio medio, tra 300,000 e 500,000 – questo è per dare un quadro economico”.

Nel frattempo il livello del calcio sta crescendo e anche i talenti americani stanno sbocciando. Ma ovviamente, se la categoria dei vari Landon Donovan, Michael Bradley e Clint Dempsey non continua, mancherà l’esperienza dei grandi campionati visto che questi hanno giocato in Italia e Inghilterra. “Questo riflette sul livello della MLS perché ogni squadra può battere ciascuno e non c’e una vera favorita in campionato. Equilibrio è la parola sovrana nel calcio americano. Pensiamo agli Impact e ai Seattle Sounders nella scorsa stagione che, nonostante una stagione difficile, sono arrivati ai playoff. Con i Sounders che addirittura hanno vinto il campionato”.

Il problema non è solo economico: “’Esiste un denaro enorme nel calcio americano, specialmente in quello femminile e penso che in MLS verranno degli altri giocatori di alto profilo, ma ovviamente il denaro è diverso da quello circolato nel calcio cinese. Io posso dire di aver provato a portare in più maniere e più volte, Bjorn Kristensen al Montreal Impact”. Un rapporto, quello con gli Impact, molto buono per Nerbini: “Grazie al fatto che il presidente è lo stesso del Bologna, Joey Saputo, sono in contatto con loro. Ricordo che avevo proposto Matteo Mancosu come una scomessa e penso che si sia adattato molto bene in MLS. Adesso con Blerim Dzemaili e la qualità di Piatti, spero proprio che arrivino molte occasioni per Mancosu e, perché no, che possa diventare capocannoniere, almeno della sua Conference“.

“Intanto, parlando di gol, sicuramente in MLS non mancano e magari questo è per il fatto che di grandi tecnici non ci sono – ha continuato Nerbini -. Su questo aspetto si deve migliorare e si potrebbe farlo se, per esempio, un tecnico giovane come può essere Eusebio di Francesco decidesse di portare la sua esperienza in Serie A a New York City invece che scegliere la Roma. Parlando di New York City, spero che il mio amico Patrick Viera possa fare bene e sicuramente la sua esperienza da giocatore è molto importante sia per la squadra che per il calcio americano.

Da più parti però chiedono l’introduzione delle retrocessioni e promozioni, un’eventualità che negli Stati Uniti faticano anche solo a pensare: “Il format del campionato non cambierà mai. Il mio primo contatto col calcio americano è avvenuto ad Atlanta ’96 e penso che da lì fino ad oggi sono cresciuti e hanno preso consapevolezza ma anche convizione del calcio. Ora inizia anche a piacere. E’ uno sport di aggregazione e rappresenta un meccanismo sociale che sta diventando molto importante negli Stati Uniti. Inoltre è uno sport che si può giocare senza essere alto due metri come in NBA, oppure avere un fisico straordinario come in NFL”.

“Per concludere la panoramica, a livello dirigenziale, chi ha in mano la MLS sono gli stessi che lo hanno avuto vent’anni fa. E’ una cultura che loro coltivano. Sono piu contenti quando c’è equilibirio e con questo, danno il messaggio politico-culturale che gli Stati Uniti ti danno l’opportunità… e tu devi solo saperla cogliere ed usare bene.’’


 

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Gianluca Lia
Gianluca Lia (Birzebbuga, 30/01/1996)e' un giornalista sportivo dal 2014. Al momento, studia giornalismo all'Universita' di Malta. Scrive anche per vari siti come Goal e Copa 90. Sogno nel cassetto? Lavorare negli States

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